postato da rebowsky alle ore 13:37
sabato, 16 agosto 2008

On the road, again

Sono giorni ormai che di chilometri sotto le ruote ne scorrono parecchi
La sensazione è piacevole,
anche e soprattutto quando la destinazione non è ben precisa.
Si ha come la sensazione di lasciarsi alle spalle i brutti pensieri,
di andare incontro a giorni migliori.

E con i chilometri scorrono i pensieri,
ruotano nella testa come le gomme sull’asfalto.

Ed hai una strana sensazione,
come se non riuscissi,
come se non volessi neppure tentare di fermarli.
Il cuore aumenta i battiti,
e ti ritrovi a pensare alle cose belle
che fino a poco più di un mese fa
ti avvolgevano come un abito cucito su misura per te.

 E oggi si riparte ancora,
on the road again,
approfittando della bella giornata
e del maestrale che colora di bianco le spiagge.

Si va nell’entroterra
A respirare il profumo della campagna,
con l’odore d’acqua che è scesa nella notte dopo il temporale
e poi si scende sul mare,
un tuffo e le ossa a scaldarsi al sole.

 Si spostano i pensieri malinconici,
ci si prova,
almeno per un giorno.

 E domani, dubbi amletici per decidere la prossima destinazione.

 Nessun lungo viaggio, no,
in galleria, ma d’arte.

 Solo ci vorrebbe qualcuno con cui poter godere di queste opere,
qualcuno con cui condividere impressioni e opinioni.

Domani no, domani si va soli.
Soli con i pensieri…

Permalink ¦ commenti (6)¦ commenti (6)(popup)
categoria : pensieri, viaggi, moto, io

postato da rebowsky alle ore 22:49
lunedì, 04 agosto 2008

direzione (s)conosciuta

Il viaggio è in realtà è anche un pretesto per riflessioni di ogni genere.

 Nel suo Libro Robert M. Pirsig dice che
La vera motocicletta a cui state lavorando è una moto che si chiama voi stessi.
La macchina che sembra 'là fuori' e la persona che sembra 'quì dentro' non sono separate.”

E un viaggio può servire a far riflettere su ciò che si vede, su ciò che si sente.
Su ciò che si vuole.

Fa riflettere anche sul rapporto con noi stessi, con le nostre paure,
con il nostro passato e con il nostro presente.

 La ragione non basta:
occorre il cuore e il coraggio di affrontare la lacerazione che ne può derivare.
Per superarla e andare oltre.

 ...e tra pochi giorni si parte…

Permalink ¦ commenti (6)¦ commenti (6)(popup)
categoria : citazioni, pensieri, viaggi, moto, sogni, desideri, io

postato da rebowsky alle ore 13:28
venerdì, 20 giugno 2008

TRAVELING

Il viaggio, per me, non è arrivare, ma partire.

È il sapore di un nuovo giorno, l'imprevisto del prossimo scalo,

il desiderio incessante e mai soddisfatto di conoscere qualcosa di diverso,

la curiosità di confrontare i propri sogni con il Mondo,

è il domani,

l'eterno domani.

Parto...

Il collo teso,

vorrei essere la prua di questa nave sferzata dal vento

e spruzzata dai flutti del mare.

 

Roland Dorgelès, Partir...

 

Permalink ¦ commenti ¦ commenti (popup)
categoria : citazioni, pensieri, viaggi, moto, io , roland dorgelès

postato da rebowsky alle ore 11:18
giovedì, 19 giugno 2008

La pirámide del Louvre

Ho sognato di essere a Parigi.

Di camminare in uno spazio infinito,

in mezzo alle rue, lungo la Senna,

tra gli artisti di Montmatre.

 

Procedevo lentamente,
passo dopo passo,

con i piedi pesanti e la testa leggera.

 

Sentivo un profumo antico e al contempo nuovo

che inebriava il corpo e la mente.

 

E mi sentivo felice.

 

Permalink ¦ commenti (11)¦ commenti (11)(popup)
categoria : pensieri, viaggi, sogni, parigi, desideri, felicitĂ , io , tu

postato da rebowsky alle ore 09:33
lunedì, 19 maggio 2008

POESIA DADAISTA

« Prendete un giornale. Prendete le forbici. Scegliete nel giornale un articolo della lunghezza che desiderate per la vostra poesia. Ritagliate l'articolo. Ritagliate poi accuratamente ognuna delle parole che compongono l'articolo e mettetele in un sacco. Agitate delicatamente. Tirate poi fuori un ritaglio dopo l'altro disponendoli nell'ordine in cui sono usciti dal sacco. Copiate scrupolosamente. La poesia vi somiglierà. Ed eccovi divenuto uno scrittore infinitamente originale e di squisita sensibilità, benché incompresa dal volgo. »

(Tristan Tzara, Per fare una poesia dadaista)

 

Questi giorni romani appena trascorsi potrebbero essere presi come spunto per una nuova opera dadaista.

Ritagliando alcuni episodi di questi due giorni,

mettendoli in una telecamera immaginaria,

mescolandoli delicatamente e proiettandoli casualmente come un film ,

potrebbero dare origine ad una pellicola originale e carica di sensazioni.

Lo rivedrei, lo rivivrei.

O forse la cosa più giusta sarebbe utilizzare un registratore,

non una telecamera,

e questi giorni li riascolterei.

 

Permalink ¦ commenti (5)¦ commenti (5)(popup)
categoria : citazioni, pensieri, viaggi, dadaismo, io , tu , tristan tzara

postato da rebowsky alle ore 08:58
giovedì, 08 maggio 2008

LIBRARY

Conoscere, evadere,

sbirciare, viaggiare,

sognare…

tutto in un unico gesto:

LEGGERE

 

Permalink ¦ commenti (16)¦ commenti (16)(popup)
categoria : pensieri, viaggi, libri, torino

postato da rebowsky alle ore 13:48
martedì, 29 aprile 2008

PUB

La giornata era piovosa.

Noi chiusi dentro a quell pub di Londra che tu conoscevi molto bene.

Fuori il centro della città era deserto,

la nebbia ancora più fredda e densa di quando eravamo entrati.

Abbiamo lasciato scivolare sullo sfondo i problemi,

c’erano altri pensieri che venivano in primo piano,

eravamo troppo vicini e troppo presi dalla nostra vicinanza.

Ci guardavamo negli occhi e non mi sembrava di avere mai parlato così volentieri con qualcuno in vita mia.

Non mi sembrava di avere mai trovato una donna con una testa così spiritosa e libera e intelligente.

Più mi raccontavi di te, e più ti scoprivo vicina a me.

Più mi raccontavi di te più ti volevo vicino a me.

 

E provavo stupore ed ammirazione per la tua vita fuori dai limiti del prevedibile e del sicuro,

per le cose che avevi fatto per conto tuo, per il tuo continuo viaggiare,

il tuo vivere il mondo mentre i tuoi coetanei se ne stavano ancora a casa imbozzolati nelle cure della mamma.

 

Io cercavo di starti alla pari, tirare fuori tutti i lati intensi e divertenti della mia vita,

cercando di essere il meno banale possibile, di girare più lontano dai luoghi comuni.

Non era poi così difficile.

Nessuno di noi due si sforzava di apparire come non era.

Eravamo naturali e concentrati come non capita quasi mai,

attenti a quello che dicevamo e che sentivamo

e ai nostri sguardi e

al suono delle nostre voci,

ai minimi gesti e cambiamenti di espressione.

Non era solo quello che ci dicevamo, ma era anche il modo in cui ci raccontavamo le cose,

come se ti conoscessi da sempre, come se fossimo amici, amanti, fratelli,

non so, davvero non lo so cosa mi stava succedendo e perché accadono queste cose.

Perché accade che due persone che non si sono mai viste prima

possano entrare in un contatto così stretto, intimo, essenziale… direbbe Banana

Complici, aggiungo io.

 

Mi sono avvicinato a te, ti ho stretta in un abbraccio forte.

Tu ti sei dibattuta e ridevi.

Ti ho baciato sulla faccia e sul collo.

Era incredibile.

Era incredibile stare così vicini e stare così bene senza fare nulla di speciale.

Il tuo modo di parlare, la tua voce, così vicina mi facevano venire la pelle d’oca.

Ti guradavo le labbra e gli occhi e la fronte e il naso.

Gurdavo il tuo viso che mi sembrava di conoscere così poco.

 

Ci siamo alzati senza dire altro.

In quel momento avevamo una comunicazione fatta solo di sguardi e respiri.

Abbiamo camminato veloci sull’asfalto, abbracciati, senza dire nulla e mi sembrava di stringere una persona ancora più incredibile di quella che avevo conosciuto fin ora.

E mi piaceva.

E mi piacevi.

Ogni tanto ci giravamo a guardare la luna alle nostre spalle,

tonda, grande e bianca che faceva capolino tra la nebbia.

Mi sembrava luminosa come non l’avevo mai vista.

 

Siamo passati di fronte ad un bell’albergo, ti ho stretto forte e sorridendo ti ho sussurrato all’orecchio “questa notte dormiamo quì” .

Tu hai sorriso, un sorriso complice.

Mi hai guardato negli occhi ed era come se avessi intuito che questa notte ci avrebbe traghettato in un altro mondo, sconosciuto e seducente, fitto di sentieri tortuosi e di passerelle fragili, sospese su burroni di chissà quali indecenze.

 

(continua)

 

 

Permalink ¦ commenti (13)¦ commenti (13)(popup)
categoria : pensieri, viaggi, sogni, per te, passione, desideri, banana yoshimoto, meraviglia, io , tu

postato da rebowsky alle ore 14:41
domenica, 06 aprile 2008

KLIMT - IL BACIO

Roma

Klimt

Bacio

 

La nostalgia, come la malinconia, è per me un sentimento dolce e amaro,

che porta a rivivere le immagini e i sapori del passato, ammantandoli di fascino.

Come in un sogno ad occhi aperti,

dove si omettono gli eventi tristi e rimangono solo i ricordi più rosei.

 

Coincidenze, pensieri ricorrenti.

Immagini che richiamano alla mente situazioni e fanno battere forte il cuore.

Cuore che batte e libera la mente.

 

Giovedì notte, assorto nei miei pensieri, ho incontrato i miei occhi nel vetro della finestra mentre vagavo nella mia stanza d’albergo romana.

Il paesaggio notturno, velato da una leggera foschia, si perdeva nelle tenebre al di la del vetro.

Erano occhi concentrati quelli che ho visto.

Pensavo al significato di quel sentimento importante che si può avere nei confronti di una persona a cui sei legato.

A quanto è raro e forte questo sentimento, quando è davvero sincero.

Indelebile.

Pensavo poi alla sensazione di impotenza che a volte ti prende quando vorresti essere di vicino con tutte le tue forze ad una persona a cui vuoi bene.

A quanto vorresti esserle vicino per poterla stringere in un abbraccio di quelli che tolgono il fiato, darle un bacio e dirle, “non ti preoccupare, sistemeremo tutto”.

 

Ma sei a molti chilometri di distanza, quasi non te lo riesci a perdonare.

E hai la sensazione che le parole ed i pensieri non bastino mai,

non ti sembra mai abbastanza.

 

Pensavo all’affetto che nasce quasi imprevisto in situazioni paradossali con persone che fino a qualche tempo fa non sapevi nemmeno esistessero.

Oggi ho una voglia pazzesca di abbracciarti, di dirti di non lasciarmi qui lontano da te

anche se per  un solo momento, un attimo.

Mi basterebbe un’illusione.

L’illusione di poterti dire che staremo vicini, insieme.

Giurando per sempre, però.

Vorrei che mi portassi via con te.

 

 

[…] abbracciami e non lasciarmi qui
lontano da te
abbracciami e fammi illudere
che importa se questo é il momento
in cui tutto comincia e finisce
giuriamo per sempre però
Siamo in un soffio di vento che già se ne va […]

Neffa - Tango

 

 

 

Permalink ¦ commenti (21)¦ commenti (21)(popup)
categoria : pensieri, viaggi, dediche, per te, tu

postato da rebowsky alle ore 09:57
lunedì, 17 marzo 2008

TRAVEL

Ho voglia di liberarmi dalla realtà di tutti i giorni, farmi trascinare dagli eventi e dalle circostanze nei luoghi più impensati;
ho voglia di poter decidere di abbandonare tutte le abitudini di una vita in un solo momento;
ho voglia di provare quella sensazione di illimitate possibilità che ti si aprono davanti senza averle chieste;
ho voglia di quella pace che è insieme stanchezza del cammino e gioia di percorrerlo;
ho voglia di fare un viaggio.

 

Permalink ¦ commenti (7)¦ commenti (7)(popup)
categoria : viaggi

Documento senza titolo