
Sono giorni ormai che di chilometri sotto le ruote ne scorrono parecchi
La sensazione è piacevole,
anche e soprattutto quando la destinazione non è ben precisa.
Si ha come la sensazione di lasciarsi alle spalle i brutti pensieri,
di andare incontro a giorni migliori.
E con i chilometri scorrono i pensieri,
ruotano nella testa come le gomme sull’asfalto.
Ed hai una strana sensazione,
come se non riuscissi,
come se non volessi neppure tentare di fermarli.
Il cuore aumenta i battiti,
e ti ritrovi a pensare alle cose belle
che fino a poco più di un mese fa
ti avvolgevano come un abito cucito su misura per te.
on the road again,
approfittando della bella giornata
e del maestrale che colora di bianco le spiagge.
Si va nell’entroterra
A respirare il profumo della campagna,
con l’odore d’acqua che è scesa nella notte dopo il temporale
e poi si scende sul mare,
un tuffo e le ossa a scaldarsi al sole.
ci si prova,
almeno per un giorno.
in galleria, ma d’arte.
qualcuno con cui condividere impressioni e opinioni.
Domani no, domani si va soli.
Soli con i pensieri…

Il viaggio è in realtà è anche un pretesto per riflessioni di ogni genere.
“La vera motocicletta a cui state lavorando è una moto che si chiama voi stessi.
La macchina che sembra 'là fuori' e la persona che sembra 'quì dentro' non sono separate.”
E un viaggio può servire a far riflettere su ciò che si vede, su ciò che si sente.
Su ciò che si vuole.
Fa riflettere anche sul rapporto con noi stessi, con le nostre paure,
con il nostro passato e con il nostro presente.
occorre il cuore e il coraggio di affrontare la lacerazione che ne può derivare.
Per superarla e andare oltre.

Il viaggio, per me, non è arrivare, ma partire.
È il sapore di un nuovo giorno, l'imprevisto del prossimo scalo,
il desiderio incessante e mai soddisfatto di conoscere qualcosa di diverso,
la curiosità di confrontare i propri sogni con il Mondo,
è il domani,
l'eterno domani.
Parto...
Il collo teso,
vorrei essere la prua di questa nave sferzata dal vento
e spruzzata dai flutti del mare.
Roland Dorgelès, Partir...

Se fai viaggi in moto le cose assumono un aspetto completamente diverso.
In macchina sei sempre in un abitacolo;
ci sei abituato e non ti rendi conto che tutto quello che vedi da quel finestrino
non é che una dose supplementare di TV.
Sei un osservatore passivo e il paesaggio ti scorre accanto noiosissimo dentro una cornice.
In moto la cornice non c’é.
Hai un contatto completo con ogni cosa.
Non sei uno spettatore,
sei nella scena,
e la sensazione di presenza é travolgente.
È incredibile quel cemento che sibila a dieci centimetri dal tuo piede,
lo stesso su cui cammini,
ed é proprio li,
così sfuocato eppure così vicino che col piede puoi toccarlo quando vuoi:
un’esperienza che non si allontana mai dalla coscienza immediata.
Lo Zen e l’arte della manutenzione
della motocicletta