postato da rebowsky alle ore 22:15
domenica, 03 agosto 2008

SURREALE

Surreale.
Una vacanza surreale, forse potrei definirla così.

 Scelte e decisioni importanti,
arrivate dopo tanto, troppo tempo.
Scelte di vita che dovevano essere fatte.
Forse non in una vacanza,
ma questa si preannunciava a priori
uno spartiacque per il mio futuro.

 E così si è dimostrata.

Coraggio e decisione.
Meno parole più fatti.

 E adesso mi sento come se avessi indossato abiti più leggeri,
che riescono ad accompagnare i miei movimenti senza costrizioni.
Abiti che possono seguire i gesti del mio corpo
e liberano la mente.

 .

E poi il pensiero di te che non ci sei,
che mi manchi.

 Sono stati giorni in cui quel pensiero girava e rigirava come un animale in trappola.

 Svegliarsi con quel pensiero,
pranzare con quel pensiero
uscire con quel pensiero.

E mi ritrovavo a vagare per la spiaggia in preda ad una nervosa irrequietezza
incapace di pensare ad altro che a quello.

 Una doccia calda,
andare a letto e rimanere sdraiati a lungo sul dorso
a guardare il cielo attraverso le finestre.

Notti insonni.

 E nel buio tutti i pensieri riaffioravano,
le paure emergevano prepotentemente
e facevano loro ogni stralcio di parola.

 Provare a dormire, lasciarsi andare e rilassare la mente;
scegliere altri pensieri e farli scivolare via senza afferrarli,
senza concentrarsi su di essi,
lasciandoli passare liberamente.

 Forse era da fare in questo modo.
Ma non mi era possibile, non mi è possibile.
Non ci riesco.

 Camminavo in desolati sentieri come un automa,
mi sentivo come su una nave che ha spezzato gli ormeggi e naviga alla deriva.
Le giornate avevano una lentezza esasperante.

Non riesco a sorridere, ad andare avanti e vivere con una spada nel cuore.

 Surreale questa vacanza, si, quasi in linea con uno dei libri che ho letto quest’estate.

 E come direbbe Ford Perfect, ci vorrebbe un “Gotto Esplosivo Pangalattico
per spostare il pensiero.
Ma non basterebbe neppure questo.

Mi manchi.

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categoria : pensieri, libri, dolore, io , tu

postato da rebowsky alle ore 14:26
venerdì, 27 giugno 2008

Ti ritrovi a leggere un libro.

Così, quasi per gioco.

Un libro che all’apparenza può sembrare semplice,

leggero”.

Lo leggi quasi tutto d’un fiato,

bramoso di sfogliare quelle –poche- pagine

incuriosito come un bambino.

E ti porta a pensare,

a riflettere,

a considerare.

 

<<C’è un fiore… credo che mi abbia addomesticato…>>

 

Così ti ritrovi nel letto, con lo sguardo assorto

e pensieri che traghettano nella mente.

 

Pensieri importanti, due, che vanno alla stessa velocità

in direzioni parallele, vicine, si sfiorano.

Una rosa. Il colore del grano.

 

A volte forse è il caso di fermarsi e di vedere le cose con l'ingenuità

-ma anche con la sagezza priva di cattiveria-

e la fantasia dei bambini.

<<non si vede bene che col cuore.

L'essenziale è invisibile agli occhi>>

 

E il cuore sorride per la bellezza di queste due cose.

E il cuore aumenta il ritmo dei suoi battiti per la paura di perderle.

 

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categoria : pensieri, libri, sogni, io , tu

postato da rebowsky alle ore 08:58
giovedì, 08 maggio 2008

LIBRARY

Conoscere, evadere,

sbirciare, viaggiare,

sognare…

tutto in un unico gesto:

LEGGERE

 

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categoria : pensieri, viaggi, libri, torino

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