
Ero impaziente di te,
di te che avrei raggiunto in breve tempo.
Premevo sull’acceleratore come il più dannato dei piloti.
Irrequietezza.
Agitazione, eccitazione.
Sono arrivato a casa tua e ci siamo seduti al tavolo,
seduti di fronte ad un paio di Martini ghiacciati
che avevi preparato durante l'attesa.
Abbiamo iniziato subito a parlare di Marrakech,
Indossavi una T-shirt nera che metteva in risalto le forme tonde dei seni,
una collana di perle bianche ed un paio di jeans
che ti davano un'aria incredibilmente eccitante.
Ti brillavano gli occhi, grandi, belli.
E mentre facevi le linguacce prendendomi in giro
suscitami in me sensazioni di tenerezza
e allo stesso tempo un desiderio incredibile.
Avevo voglia di avere il tuo corpo tra le mani,
di accarezzare la tua pelle e sentire il tuo profumo.
Avevo voglia di stare con te, solo con te.
Ovunque.
ed ho cominciato a baciarti il collo, le orecchie, i lobi, le guance
fino a cercare la tua bocca carnosa che mi faceva impazzire.
Ti ho abbracciato circondandoti il corpo con le braccia.
Lo stampo dei seni, duri e compatti,
premevano contro il mio petto provocandomi un turbamento
insostenibile.
Ho infilato la mano sotto la tua maglietta.
Le dita si ritrovano a contatto con le forme debordanti dei tuoi seni.
Sapevo che eri sensibile a quel tipo di carezze.
Dopo averti lambito i seni e assaporato la consistenza,
ti ho accarezzato i capezzoli con i polpastrelli.
La loro punta è ritta, turgida.
Ti sfilavo poi la maglietta facendola passare oltre il capo.
I tuoi seni apparivano nella loro straordinaria bellezza.
Il tuo corpo giovane mi eccitava terribilmente
e accendeva in me un forte desiderio di possederti.
Mi sono inginocchiato ai tuoi piedi,
ti ho slacciato i jeans trascinandoli per terra.
Le mie carezze ti percorrevano su tutto il corpo
e ti sentivi di perdere dolcemente il controllo per salire ad uno stato di estasi.
Il tuo corpo fremeva dal desiderio di essere posseduta,
di abbandonarsi completamente in balia delle mie mani.
Del mio corpo.
Di me.
Le nostre mani si contendevano il sesso dell'altro.
Continuavo ad accarezzarti,
e tu avevi la sensazione che un flusso di calda energia percorresse il suo corpo.
Presa dal piacere, hai chiuso gli occhi ed inclinato la testa all’indietro.
Il mio movimento era come un onda che nel suo costante moto ti travolgeva.
I gemiti di piacere rimbombavano nella stanza,
generando echi che amplificavano la sensazione di piacere che provavamo.
Sfinita da delle sensazioni così intense hai riaperto gli occhi.
Per una decina di minuti siamo restati muti ad osservare il soffitto,
senza parlarci, sudati e spossati l'uno di fianco all'altra.
Le mani accarezzano la nostra carne provocando ancora in entrambi brividi di piacere.
Forse quel giorno, per noi, valeva più del tempo di un intera vita,
forse in un secondo si provano emozioni lunghissime.
Forse un giorno passato così diventa eterno.
Poche ore possono essere il momento più importante e bello di una vita.
O semplicemente l'inizio.

Sono giorni ormai che di chilometri sotto le ruote ne scorrono parecchi
La sensazione è piacevole,
anche e soprattutto quando la destinazione non è ben precisa.
Si ha come la sensazione di lasciarsi alle spalle i brutti pensieri,
di andare incontro a giorni migliori.
E con i chilometri scorrono i pensieri,
ruotano nella testa come le gomme sull’asfalto.
Ed hai una strana sensazione,
come se non riuscissi,
come se non volessi neppure tentare di fermarli.
Il cuore aumenta i battiti,
e ti ritrovi a pensare alle cose belle
che fino a poco più di un mese fa
ti avvolgevano come un abito cucito su misura per te.
on the road again,
approfittando della bella giornata
e del maestrale che colora di bianco le spiagge.
Si va nell’entroterra
A respirare il profumo della campagna,
con l’odore d’acqua che è scesa nella notte dopo il temporale
e poi si scende sul mare,
un tuffo e le ossa a scaldarsi al sole.
ci si prova,
almeno per un giorno.
in galleria, ma d’arte.
qualcuno con cui condividere impressioni e opinioni.
Domani no, domani si va soli.
Soli con i pensieri…

Nel buio sussurriamo segreti ai nostri migliori amici,
cerchiamo sostegno ovunque possiamo trovarlo
e continuiamo a sperare,
contro ogni logica,
contro ogni esperienza.
Come i bambini,
non rinunciamo mai alla speranza...
grey's anatomy


Il cuore ha ragioni che la ragione non conosce.
Blaise Pascal

Il viaggio è in realtà è anche un pretesto per riflessioni di ogni genere.
“La vera motocicletta a cui state lavorando è una moto che si chiama voi stessi.
La macchina che sembra 'là fuori' e la persona che sembra 'quì dentro' non sono separate.”
E un viaggio può servire a far riflettere su ciò che si vede, su ciò che si sente.
Su ciò che si vuole.
Fa riflettere anche sul rapporto con noi stessi, con le nostre paure,
con il nostro passato e con il nostro presente.
occorre il cuore e il coraggio di affrontare la lacerazione che ne può derivare.
Per superarla e andare oltre.

Surreale.
Una vacanza surreale, forse potrei definirla così.
arrivate dopo tanto, troppo tempo.
Scelte di vita che dovevano essere fatte.
Forse non in una vacanza,
ma questa si preannunciava a priori
uno spartiacque per il mio futuro.
Coraggio e decisione.
Meno parole più fatti.
che riescono ad accompagnare i miei movimenti senza costrizioni.
Abiti che possono seguire i gesti del mio corpo
e liberano la mente.
E poi il pensiero di te che non ci sei,
che mi manchi.
pranzare con quel pensiero
uscire con quel pensiero.
E mi ritrovavo a vagare per la spiaggia in preda ad una nervosa irrequietezza
incapace di pensare ad altro che a quello.
andare a letto e rimanere sdraiati a lungo sul dorso
a guardare il cielo attraverso le finestre.
Notti insonni.
le paure emergevano prepotentemente
e facevano loro ogni stralcio di parola.
scegliere altri pensieri e farli scivolare via senza afferrarli,
senza concentrarsi su di essi,
lasciandoli passare liberamente.
Ma non mi era possibile, non mi è possibile.
Non ci riesco.
mi sentivo come su una nave che ha spezzato gli ormeggi e naviga alla deriva.
Le giornate avevano una lentezza esasperante.
Non riesco a sorridere, ad andare avanti e vivere con una spada nel cuore.
per spostare il pensiero.
Ma non basterebbe neppure questo.
Mi manchi.

Restare in silenzio ad ascoltare.
Vedere le opere,
osservare con estrema tranquillità quelle figure,
quei dipinti.
Vedere.
Immaginare.
Provare a scolpire con la mente
La pietra grezza da cui l’artista
Ha concepito l’opera.
Pensare.
Segmentare tendenze, ricomporre le linee.
E giocare a capire “da dove” escano alcune scelte
in apparenza strampalate o folli.
“…incominciò a produrre grandi tele sulle quali
Si sovrapponevano immagini differenti:
velieri e donne copiate da giornali pornografici,
minatori e volti stagliati sullo sfondo di un colonnato.
La pittura era sostanzialmente realista,
il sistema compositivo ne associava i frammenti come accade nel sogno
o piuttosto nel ricordare i diversi fotogrammi di un film”
Capire l’arte contemporanea, di Angela Vettese
Presentazione di David Salle

Ti ritrovi a leggere un libro.
Così, quasi per gioco.
Un libro che all’apparenza può sembrare semplice,
“leggero”.
Lo leggi quasi tutto d’un fiato,
bramoso di sfogliare quelle –poche- pagine
incuriosito come un bambino.
E ti porta a pensare,
a riflettere,
a considerare.
<<C’è un fiore… credo che mi abbia addomesticato…>>
Così ti ritrovi nel letto, con lo sguardo assorto
e pensieri che traghettano nella mente.
Pensieri importanti, due, che vanno alla stessa velocità
in direzioni parallele, vicine, si sfiorano.
Una rosa. Il colore del grano.
A volte forse è il caso di fermarsi e di vedere le cose con l'ingenuità
-ma anche con la sagezza priva di cattiveria-
e la fantasia dei bambini.
<<non si vede bene che col cuore.
L'essenziale è invisibile agli occhi>>
E il cuore sorride per la bellezza di queste due cose.
E il cuore aumenta il ritmo dei suoi battiti per la paura di perderle.

Il viaggio, per me, non è arrivare, ma partire.
È il sapore di un nuovo giorno, l'imprevisto del prossimo scalo,
il desiderio incessante e mai soddisfatto di conoscere qualcosa di diverso,
la curiosità di confrontare i propri sogni con il Mondo,
è il domani,
l'eterno domani.
Parto...
Il collo teso,
vorrei essere la prua di questa nave sferzata dal vento
e spruzzata dai flutti del mare.
Roland Dorgelès, Partir...