postato da rebowsky alle ore 11:18
giovedì, 19 giugno 2008

La pirámide del Louvre

Ho sognato di essere a Parigi.

Di camminare in uno spazio infinito,

in mezzo alle rue, lungo la Senna,

tra gli artisti di Montmatre.

 

Procedevo lentamente,
passo dopo passo,

con i piedi pesanti e la testa leggera.

 

Sentivo un profumo antico e al contempo nuovo

che inebriava il corpo e la mente.

 

E mi sentivo felice.

 

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postato da rebowsky alle ore 16:18
venerdì, 13 giugno 2008

WINDOW

Ieri notte continuavo ad ascoltare il ticchettio dell’orologio senza prendere sonno.

I raggi della luna illuminavano il soffitto dominando le tenebre.

Sono rimasto a lungo in piedi di fronte alla portasfinestra del salotto

fissando la mia figura che si rifletteva nel vetro, sospesa nell’oscurità.

 

Pensavo.

Ti pensavo.

 

A volte ci sono delle strane notti.

Notti in cui lo scorrere del tempo subisce dei leggeri sfasamenti

o in cui riesco a vedere le cose che mi stanno intorno tutte in una volta sola.

E i pensieri che si fanno durante le notti insonni

vagano nel buio

e fanno giungere ad una sola conclusione.

 

Ho gli occhi larghi, grandi, profondi.

E mi sento bene, percepisco brividi.

E mi sento leggero, libero da ogni paura.

 

 

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postato da rebowsky alle ore 09:36
lunedì, 09 giugno 2008

POPPY

Ho risentito quell'emozione che si prova nelle mattine di giugno,

quella specie di "gioia interiore".
Ho sentito il "profumo d'estate", quella sensazione tipica che si prova solo in questo periodo,

in cui ogni senso è impegnato per darti un’emozione, per farti vivere attimi di magia.

Quelle giornate in cui nell'aria senti qualcosa di particolare,

e a pieni polmoni respiri quell'aria così fresca,

ma nel contempo così meravigliosa,

così piena di sensazioni,

di voci,

di allegria,

di voglia di amare,

di essere amati.

Insomma, una sensazione magica,

che impegna tutti i sensi.

 

Mi sento addosso un senso di leggerezza.

È un soffio che spinge verso l’alto e sembra sollevarmi per riportarmi ad un altro inizio.

Il corpo prende un’altra forma,

ridiventa un embrione a cui viene offerta l’opportunità di un’altra nascita.

È come se la mia vecchia crosta si crepasse e dalla fenditura si liberasse una creatura alata.

Le sento per davvero quelle ali, ne sento il taglio fresco sulla schiena e ne sento la forza,

e mi prende il desiderio di andare a velocità folle incontro al vento,

e scegliere di diventare parte della sua avventura.

Volo.

E in balia di questo librarsi nell’aria sento un’indiscutibile sensazione di felicità...

 

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postato da rebowsky alle ore 09:49
giovedì, 15 maggio 2008

ON THE FLOOR

(continuo)

Siamo saliti a piedi nella nostra camera,

come due ladri o come due bambini eccitati in un sogno,

sul tappeto spesso steso sopra i gradini.

 

Superata la soglia mi sono avvicinato a te, nella penombra della stanza.

Poca luce filtrava attraverso le finestre.

Ci siamo guardati da mezzo metro con le labbra socchiuse.

Attrazione e diffidenza.

Gelosia e incertezze.

Dolce e amaro che si mescolavano nei nostri occhi.

 

È questo il momento più terrificante di ogni incontro d’amore.

Che duri una sola notte oppure anni, l’inizio è sempre spaventoso.

Il momento in cui tutto può accadere, in cui si sta per abbandonarsi,

per scoprire qualcosa – tutto – l’uno dell’altra.

Ma ancora non si sa niente.

Affrontare la possibilità del piacere, o peggio,

della disillusione.

 

Un passo ed eri di fronte a me.

 

Ci siamo avvicinati come un uomo e una donna,

non come due adolescenti innamorati.

Ti ho preso intorno ai polsi e ti ho premuto contro il muro.

Avevo voglia di te

ed il tuo sguardo, il tuo respiro

me l’attizzavano come ossigeno il fuoco.

 

Ti stringevo,

e mi sembrava che la forza del contatto potesse risolvere tutte le tensioni diverse che avevamo dentro.

Siamo scivolati sul pavimento, e ti ho infilato una mano sotto alla gonna.

Sono salito tra le tue cosce con dita irriverenti.

 

Ti sbottonavo i vestiti e ti baciavo.

Ti baciavo dietro il collo, le orecchie, la bocca con foga.

Sentivo il tuo profumo, l’odore buono della tua pelle.

Mi inebriavo di te.

Ti abbandonavi all’indietro, non facevi nulla per resistere.

 

Ti guardavo gli occhi, le labbra dischiuse dalla bella forma,

il seno florido, gli avambracci, la pancia, l’ombelico

e le cosce lunghe e liscie e piene che si aprivano.

 

Sentivo la consistenza della tua persona,

sentivo la tua intima natura femminile,

la sentivo da dentro e da fuori.

E più ti sentivo, più le sensazioni si mescolavano ai pensieri.

 

Prendimi, prendimi, prendi i miei doni e il mio corpo

E le mie urla e le mie gioie e le mie rese e i miei cedimenti

E il mio terrore e il mio abbandono.

Prendi tutto quello che vuoi.

 

Mi sembrava di nuotare con forza morbida nella densità del tuo corpo e delle tue emozioni.

Mi sembrava di essere spinto e risucchiato dalla stessa tua identica onda che saliva e scendeva,

e mi trasportava con te.

 

Poi ho sentito che l’onda saliva ancora e ancorsa

e si rompeva in un verso più alto e lungo

Ed io, e tu, sempre più travolti e coinvolti.

 

Siamo rotolati, dopo, di lato, tutti e due con il fiato corto.

 

Poi abbiamo riso e ripreso il respiro.

Gioia, appagamento.

Stavamo bene.

Guardavamo il soffitto dal pavimento e ci guardavamo negli occhi

E ci passavamo le mani lungo le braccia

e sui fianchi e trai capelli.

Felici, sereni.

 

Coronamento di un desiderio, realizzazione di un sogno.

Vivevamo la realtà. Ci vivevamo.

E toccavo con mano la meraviglia.

 

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postato da rebowsky alle ore 10:31
giovedì, 08 maggio 2008

SPRING

C'è qualcosa di straordinario nell’aria oggi.

Mi sento felice e, come tempo fa, predisposto alle risa…

Ho trovato una vecchia sensazione che credevo di aver perduto;

tanto lontana e impolverata

da non aver avuto nemmeno il coraggio di toccarla.

Tre puntini e senti il profumo della primavera,

trascorri la giornata con il sorriso sulle labbra,

rincorri un pensiero con la mente,

parli con chi capita, per sentire la vita,

ricevi una gentilezza da chi non ti aspettavi,

rubi il buonumore di chi ride accanto a te,

affronti gli eventi, assapori ogni cosa nell’istante giusto,

respiri un tramonto,

e gusti l’attesa del sapore di un abbraccio del Petit Prince

 

Oggi mi sento cosi.

Meraviglia

 

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postato da rebowsky alle ore 17:21
mercoledì, 09 aprile 2008

NO SWIMMING, IT'S RAINY DAY

…please

 

 

Oggi, nonostante il tempo incerto ho l’animo felice.

Una chiaccherata fatta ieri mi ha ridato ossigeno.

Il tempo si è consumato sotto i miei occhi senza che me ne rendessi conto.

Avrei voluto che quegli istanti durassero all’infinito.

Una giornata apparentemente priva di colore e complicata

si è trasformata in una serata serena.

 

E adesso mi accompagnano insistentemente le note di una bellissima canzone

di Katie Melua.

E se penso al titolo un sorriso sornione prende forma sul mio viso…

Una meraviglia…

 

Oggi piove.

E io amo la pioggia.

Sarà un caso?

 

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postato da rebowsky alle ore 13:00
martedì, 25 marzo 2008

WHITE

Sto restrutturando(mi)

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postato da rebowsky alle ore 09:04
martedì, 18 marzo 2008

ME AND MY PC

Non esiste nessun’immagine al mondo che non mi faccia pensare a te.

Tu ci sei sempre.

Nelle persone che vedo alla mattina mentre vanno al lavoro.

Tra le note di una canzone che si diffondono nell’aria.

In un bicchiere quando prendo l’aperitivo.

Quando al mare, di sera, la luna è nascosta tra le nuvole.

Quando il rumore di un temporale scuote l’aria.

Nei bambini allegri che vedo per strada.

Quando ricevo una gentilezza, un sorriso.

Nel buio della notte, nel vento, nelle finestre, nella gente che passa.

Quanto sento il profumo della pioggia.

Nelle onde del mare che si infrangono sugli scogli.

Quando entro in un negozio e una corrente d’aria fresca mi investe in pieno viso.

Quando squilla il telefono o ricevo un messaggio in piena notte.

Tu, sei sempre nei miei pensieri.

E quando sento di non resistere più stacco il telefono,

metto mano alla tastiera

e scrivo tutto quello che vorrei tu leggessi.

 

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postato da rebowsky alle ore 14:21
mercoledì, 05 marzo 2008

MERAVIGLIA

 

…dopotutto la felicità non e' quella delle grandi cose.


La felicità e' fatta di cose piccole ma preziose...
come le note di una canzone, le sensazioni di un libro dai colori che scaldano il cuore,
come il profumo di una torta appena sfornata, come il suono della pioggia che cade,
come il muso del tuo gatto o del tuo cane per sentire una felicità lieve,

come sedersi a leggere all'ombra di un albero rilassandosi e liberando i pensieri.

 

Tenere per mano il tuo bimbo e' una deliziosa felicità.


La felicità é fatta di sensazioni impalpabili,
di piccole scintille allo stomaco, di presenze vicine anche se lontane.

 

Se chiudi gli occhi e accendi i sensi,
ti accorgi che è sufficiente leggere le pagine di un libro,
o leggere una messaggio per annullare il tempo e le distanze ed essere con chi ami.


Ti accorgi che sentire una voce al telefono, ricevere un messaggio inaspettato,
sono piccoli attimi felici.

 

…e la felicità arriva sottoforma di emozioni in punta di piedi,
di piccole esplosioni che in silenzio allargano il cuore.

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