postato da rebowsky alle ore 15:01
mercoledì, 02 luglio 2008

A WOMAN

Una donna dolce ma irresistibile?

 

Una donna complice,

una donna con cui avere la stessa complicità

e la sottile intesa che ho con gli amici più veri?

 

...ma anche semplicemente una donna con cui fare l’amore,
con cui farlo per davvero,

senza pudori, senza inibizioni, senza freni,

con cui fare l’amore con una passione così insostenibile da assomigliare a rabbia

e, a volte, anche desiderosa di farsi spogliare con delicatezza,
con gli occhi chiusi, gesti lenti, con una bramosia morbida, dolce, segreta...

Permalink ¦ commenti (7)¦ commenti (7)(popup)
categoria : pensieri, donne

postato da rebowsky alle ore 14:02
mercoledì, 07 maggio 2008

DISCUSSION

Mi piace quando, chiacchierando, una donna discute la mia opinione,

confrontandosi con me senza farmi sentire stupido.

Una conversazione alla pari,

senza trasformarla in una discussione infinita,

é una delle cose per cui una donna mi attira.

Anche sessualmente.

 

Permalink ¦ commenti (13)¦ commenti (13)(popup)
categoria : pensieri, donne

postato da rebowsky alle ore 10:33
mercoledì, 26 marzo 2008

DREAM

Sei arrivata quasi subito.

Sono rimasto bloccato, con la cornetta del citofono in mano, vicino alla porta.

 

Avevi addosso una giacca di pelle da motocilista, un paio di jeans scoloriti che ti davano un’aria da teppista e due occhi enormi, fatati, come due acquemarine che rifulgono al buio, occhi di una tale profondità che al primo contatto sembrava di annegare in un mare di emozioni.

Ovunque quegli occhi si posassero, ogni oggetto acquistava significato.

 

Sei entrata e abbiamo aperto una bottiglia, iniziato a bere e chiaccherare,

il tempo passava accompagnato da sorrisi e sguardi intensi.

Eravamo ubriachi tutti e due, quasi non riuscivamo a pronunciare una parola limpida né fare un gesto netto.

 

Ci siamo alzati e ti ho stretto a me accarezzando il tuo corpo,

e tu mi hai detto di andare nell’altra stanza.

Ondeggiavo come sul ponte di una nave in preda all’alcol ed all’eccitazione.

Mentre andavamo verso la stanza da letto respiravo il tuo profumo ed i battiti del cuore sembravano impazziti.

Il vino mi dilatava le percezioni al punto di rendere l’aria densa come miele,

ogni gesto sembrava lasciasse una scia.

 

Ti ho baciata stretta e sono caduto sopra di te sul letto dalle lenzuola rosse.

Ti annusavo i capelli che sapevano di primavera,

e dietro le orecchie

e alla base del collo dove avevi messo qualche goccia di un profumo che,

misto all’odore della tua pelle, aveva su di me un effetto inebriante.

 

Mi perdevo.

 

Assorbivo con i polapastrelli la consistenza del tuo corpo sotto i vestiti.

Ti ho sfilato le scarpe con quel tacco 12, ti ho sbottonato la camicia sfilandotela con grande lentezza.

 

Ogni gesto era trattenuto dal gioco di autocontrollo che avevo fatto con te fino a quell’istante.

Facevo scorrere le dita solo ai margini delle tue zone sensibili,

insinuavo appena la mano sotto il tuo reggiseno e su per le calze.

 

La ritraevo subito.

 

E ricominciavo il percorso.

 

Tu eri ansiosa, non avevi più intenzione di rispettare dei limiti.

C’era una specie di fuoco persistente nel tuo respiro e nei tuoi gesti,

nel tuo modo di sbottonarmi la camicia e togliermela a piccoli strattoni.

Nel tuo modo di inarcarsi all’indietro con le gambe e le labbra dischiuse.

 

Ti ho sfilato la gonna, passato le mani su per le cosce fino all’elastico delle calze autoreggenti, sotto il liscio inconsistente delle culotte di pizzo.

 

La tua pancia era tesa e piatta.

 

Ti ho leccato l’interno di una coscia, ti ho leccato l’ombelico, le costole che sporgevano sulla pelle bianca, ti ho leccato un seno sotto la seta del reggiseno, leccato il collo.

 

Scorrevo le mani e la lingua sul tuo corpo leggero e pensavo che in fondo era questo che volevo quando ero scappato dalla pesantezza della vita.

 

Ti ho sfilato le culotte con la più grande lentezza,

perso nel contatto e nell’odore e nella temperatura e nel battito rapido dei cuori,

nella compressione di stati dovuta alla lentezza del nostro avvicinamento.

 

Mi sentivo un pianista di donne con un repertorio illimitato sulla punta dei polpastrelli,

l’idea mi comunicava un’esaltazione come mi era capitato poche volte in vita mia.

Ti baciavo il seno, l’incavo glabro delle ascelle, ti mordicchiavo i lobi teneri delle orecchie e le labbra.

Assorbivo i tuoi respiri soffiati ed il tremito che ti passava attraverso il corpo.

 

I tuoi occhi erano pieni di meraviglia, come se ti aspettassi un miracolo al giorno.

Io non posso lasciarti andare via proprio adesso.

Voglio andare in giro con te, in posticini sconosciuti,

anche solo per dire “sono stato qui con te”.

 

Sono insaziabile, vedi?

Da te vorrei l’impossibile.

Cosa sia non lo so. Probabilmente sarai tu a dirmelo.

Sei più brava di me.

 

Tu mi rendi felice anche perché con te riesco a parlare.

Con te mi sento a mio agio in tutto.

Dicevo queste cose un po’ perché ero ubriaco, ma tu capivi cosa intendevo.

Hai sempre avuto l’aria di sapere quello che volevo dire.

 

Con te mi sentivo vivo.

Con te tutto il mio essere sbocciava ed ogni singola cellula riceveva linfa e nutrimento.

Potevo finalmente percepire la mia vera vita.

Il mio vero io.

 

 

Permalink ¦ commenti (18)¦ commenti (18)(popup)
categoria : donne, sogni, passione, desideri, sensualitĂ 

postato da rebowsky alle ore 09:29
lunedì, 25 febbraio 2008

SENSUALITĂ€

…la sensualità è quel gioco d’azzardo infinito dove non ci sono luoghi proibiti e dove tutti i divieti diventano passioni.

 

A volte ci scivola addosso con un’intensità languida, dolce, deliziosa e torpida, appena percepibile, come se tutto il mondo fosse diventato improvvisamente morbido e senza angoli retti.

 

Altre volte ci assale in striature screziate con una veemenza dannata, dannosa, amata, verde variopinta, rossa scarlatta, azzurra fuoco, che non concede spensieratezze.

 

Un impeto affascinante, travolgente, intoccabile, che non lascia respiro ma che tutto travolge e che sempre, con un inchino rovescio, prima o poi se ne va via.

 

Sensualità può essere un rapimento annegante di immaginazione.

Giochi fluttuanti, sapienze ricamate nel tempo, sfrondate da lacci, ma che importa, il piacere è divino.

 

La sensualità è nelle cose più distorte, nelle forme sinuose, delle inferriate in ferro battuto, nelle maniglie delle porte, nell’odore di violetta, nel timbro del sassofono, nell’assaporare gesti accattivanti, nel perdersi in sguardi ambigui, nel percepire sillabe profumate che trasportano il pensiero, come flauti magici che recapitano desideri spinosi…

 

Permalink ¦ commenti (6)¦ commenti (6)(popup)
categoria : donne, sensualitĂ 

postato da rebowsky alle ore 08:49
venerdì, 15 febbraio 2008

DONNE

Ma come fate, donne, ad essere così fragili eppure così forti?

Di quanti strati è composta la vostra personalità?

Quale segreto nascondete nel fondo dell’anima?

Lo sapete? Almeno lo sapete?

Io credo di no, altrimenti non vi portereste dentro quell’impalpabile senso di inadeguatezza che vi rende così misteriose, così sensibili e complicate, così imprevedibili…

così Donne

 

Permalink ¦ commenti (10)¦ commenti (10)(popup)
categoria : donne

Documento senza titolo