
Mentire è sbagliato,
così dicono, continuamente,
fin dalla nascita.
L’onestà è la miglior condotta,
la verità ti rende libero.
Il fatto è che mentire sembra sia una necessità.
Ma non importa quanto cerchiamo di ignorarle o di negarle,
alla fine le bugie piano piano affiorano.
Che ci piaccia oppure no...

Confusione, sbigottimento.
A volte pensi di conoscere le persone, ti costruisci un’idea,
ti fai un’opinione,
ma arrivati ad un certo punto ti risvegli
e ti rendi conto che in fin dei conti niente sembra come pensi.
Forse sono riuscito ad aprire gli occhi.
In questo momento io mi sento un petalo di un fiore appassito.
Le solide rocche su cui mi ero accoccolato gentilmente
mi hanno fatto precipitare e crollare in un abisso profondo.
Sembra ancora che non posso capire dai miei errori,
tutto quello che mi passa si annoda attorno alla mia vita senza lasciar spazio al resto,
è come se un ragno stesse mangiando tutto quello che di buono sta rimanendo dentro la mia anima, ogni giorno la fiducia sembra abbandonarmi.
Un foglio bianco e tanti tasti neri mi aiutano ad esprimere queste sensazioni.
A lasciarmi senza fiato e senza rancori.
Questa non dovrebbe essere una novità per persone che arrivate ad una certa età
hanno capito che forse è meglio costruirsi un piccolo muro fortificato per attutire la caduta.
Ma io non voglio.
Voglio fidarmi di chi con sincerità mi mette di fronte ai fatti.
Di chi si apre con me.
Il mio “sesto senso” mi dice che ci sono persone con cui si può fare.
Lo spero.
Non finisci mai di conoscere una persona.
Non sai mai dove finisce la realtà e dove inizia la finzione.
Dentro ci sei tu, con la tua stupida innocenza, tu che credi sempre a tutto e a tutti.
Parole fatte di emozioni, confidenze, segreti.
E poi?
Rimani così deluso che vorresti non aver mai udito certe parole, che vorresti non aver mai visto con i tuoi occhi l'amicizia tanto declamata.
Ti rimane solo un pugno di mosche, nulla, niente di concreto, solo un castello di sabbia creato chissà per quale motivo.
Forse per farti ancora male.