postato da rebowsky alle ore 08:38
venerdì, 30 maggio 2008

WRITING

La scrittura mette a fuoco quello che nella realtà sfugge.

Permette di essere in contatto con se stessi,

con la propri intimità, e rende consapevoli

 

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categoria : pensieri

postato da rebowsky alle ore 11:47
lunedì, 26 maggio 2008

COLOR

Ieri mattina il cielo era plumbeo,

e la pioggia,

che cadeva con eccezionale violenza,

faceva sollevare una bruma così densa da nascondere buona parte della strada.

Era talmente buio che dovevo tenere accese le luci della macchina.

Era un tempo strano, suscitava una strana sensazione:

non sembrava né giorno né notte, ma qualcosa di vago e indefinito.

 

Un turbinio di pensieri affollava la mia mente.

E poi.

E poi quella casa da risistemare,

da ridipingere, da ricostruire.

Da vivere.

 

A quella casa sto pensando ancora oggi.

Impalpalbile ma così concreta.

 

Piccoli interventi. Grandi speranze.

Risistemare le pareti, tinteggiarle.

Sistemare il giardino, curare le piante.

Prepararsi ad accogliere –pochi- amici.

E poi

 

Tutti i sensi erano tesi al massimo,

le idee saettavano, i pensieri scorrazzavano e facevano capriole.

Si disegnava sul mio volto un sorriso che esigeva di essere distribuito e condiviso.

E non riusciva a restere nascosto.

Si sentiva, si vedeva.

Ineccepibile

Era come un onda talmente forte, vigorosa, trascinante

che poteva sommergermi, ricondurmi alla riva dopo avermi svuotato,

ridotto a miseri resti inosservati, calpestati, risucchiati dall'onda stessa.


Musica echeggiava nelle mie orecchie,

singole note rimbombavano e sollecitavano una risposta

è vero, è vero?


Ombre concrete e fugaci seguivano e percorrevano la mia giornata.

S'intrufolavano, accarezzavano, chiamavano, sussurravano,

sorridevano, fuggivano, ritornavano, invitavano.

 

Ed è come se alle mie spalle quella fitta nebbia che avvolgeva la mia auto

si diradasse e lasciasse scorgere il sole.

 

…e allora portami al mare

a dicembre se ti pare…

 

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categoria : pensieri, sogni, pioggia, io , tu

postato da rebowsky alle ore 13:30
mercoledì, 21 maggio 2008

SEA

La giornata di ieri mi ha inevitabilmente ricondotto al mare.

Un giro in moto con gli amici di sempre, un paio di birre,

la strada piena di curve, l’asfalto che scorre sotto i piedi

e l’odore della pioggia.

Un viaggio di notte tra le colline annegate dalla pioggia e dalla nebbia,

un viaggio tra i pensieri.

 

E poi in spiaggia.

 

In compagnia del mare, con la sua musica,

con il suo riecheggiare delle onde.

Avevo bisogno del suo profumo ieri sera.

È forse un modo per sentirmi a mio agio stare in spiaggia.

Anche di notte.

O forse è un solo modo per distrarmi

e far si che la mia mente possa vagare in questa distesa d’acqua in continuo movimento.

 

È stata una serata così piena di sensazioni,

di paure, di speranze, di pensieri, di angoscia,

di voglia di tenerezza, di voglia di amare,

di voglia d'amore,

voglia di dare un abbraccio caldo che scaldi

e che trasformi la tensione in serenità,

che sgravi del peso che ha caricato sulle spalle questa giornata.

 

E di ridestare sentimenti, di riscoprire gioie assopite,

 e provare nuovi attimi di pura magia.

 

Drin!

 

Frasi. Parole. Pensieri.

Il rumore della sabbia sotto le scarpe.

Il rumore dei pensieri.

 

Clik

Parole interrotte.

Fottuta batteria.

 

La pioggia da cornice.

La troppa pioggia, ad un certo punto,

che mi ha fatto scappare lasciando rimbambalzare nella testa

quelle parole sospese.

 

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categoria : pensieri, mare, genova, per te, pioggia, meraviglia, io , tu

postato da rebowsky alle ore 09:55
lunedì, 19 maggio 2008

CAPRICORNUS

I seguito ad un recente confronto in merito alle affinità caratteriali con le caratteristiche dettate dal proprio segno zodiacale, non potevo non riesumare questo mio vecchio post.

 

Ok, sono un Capricorno con ascendente Capricorno con qualche altro allineamento anomalo in Capricorno -Venere in Capricorno, credo-

(che tradotto pare sia una tragedia)

In questo periodo di riflessione non poteva mancare una ricerca ed un confronto da parte mia.

Chissà se sono vicino alla descrizione che ho trovato per il mio segno,

se agli occhi degli altri, sono così.

Chissà…

 

“La personalità dei nati sotto il segno del Capricorno è in genere gradevole; sono di aspetto simpatico e piacente, hanno modi affascinanti.

I nati in questo segno non si esaltano facilmente e si comportano bene nei casi di emergenza.

I tratti loro caratteristici sono la riflessione, la diplomazia, la prudenza e la riservatezza.

La loro personalità diventa dinamica quando riescono a superare una certa timidezza;

una volta sicuri di se stessi si mostrano quasi aggressivi e rivelano una personalità attraente e passionale.

La loro timidezza non è dovuta a un complesso d'inferiorità,

è il risultato della serietà della loro natura.

In genere sono molto sensibili, di carattere mite, orgoglioso, leale e comprensivo.

Quando la loro sensibilità è urtata,

mostrano però un carattere difficile e possono rivelare uno spirito eccessivamente critico.

Esprimono chiaramente il proprio parere senza riflettere,

tanto che non sempre si rendono conto di quello che dicono.

 

Fortunatamente, la compostezza innata evita che si irritino troppo spesso.

Forse non hanno sempre ragione, ma hanno le loro idee sulla lealtà e sulla giustizia ed è più facile che vadano in collera per questioni di poco conto che per quelle importanti.

Hanno la capacità di concentrarsi e, in circostanze normali, un grande autocontrollo.

I nativi del Capricorno hanno il tipo di mentalità capace di sviscerare i fatti ed assimilare i concetti. Hanno la facoltà di concentrarsi, di meditare, di risolvere molti problemi sino a una conclusione di pieno successo.

Mostrano buone facoltà di giudizio e dovrebbero imparare a fare lo stesso per quanto concerne i loro sentimenti più intimi.

Il segno indica una costituzione fisica abbastanza buona.

Sanno apprezzare e mostrano un gusto fine per tutto ciò che è artistico.

I nati nel Capricorno traggono piacere e soddisfazione dai viaggi.

Sono sensibili, riservati, inizialmente piuttosto timidi in amore, ma si dimostrano passionali verso l'oggetto del loro affetto.
Gli ideali sono altissimi, e questo procura loro, ogni tanto, dolori e delusioni di cui non parlano.

Sono affettuosi, ma, per la maggior parte, sono riservati al punto da apparire indifferenti.
Questo loro atteggiamento può portare a malintesi con le persone che amano.
I nati nel segno del Capricorno hanno di fondo una concezione ideale dell'amore e si mostrano alquanto esigenti nei confronti della persona amata.

Essi hanno bisogno di comprendere se stessi per accettare le qualità intellettive, emotive e fisiche sia proprie sia della persona che amano

Se queste qualità non si completano ragionevolmente, l'unione non sarà armoniosa.

Sono fidati e capaci di portare a termine facilmente qualunque cosa abbiano iniziato; hanno decisione e pazienza abbastanza per saper progredire..
Hanno il tipo di personalità che permette loro di andare d'accordo con gli altri.

Ci sono momenti in cui i nati in questo segno si rivelano molto attivi nella vita sociale, mentre in altri desiderano rimanere soli, o con la compagnia di un unico amico che li comprenda.

Infine: Questo segno, nel suo aspetto simbolico, rappresenta il peccato.
L'offerta universale di un capretto come sacrificio espiatorio per il peccato è significativa.

Il giorno fortunato è il sabato.
I numeri fortunati sono il sette e il tre.
Il colore fortunato di questo segno è il verde cupo.
I luoghi più propizi per il successo sono quelli appartati, lontano dal rumore e dalla folla”

 

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categoria : pensieri, io

postato da rebowsky alle ore 09:33
lunedì, 19 maggio 2008

POESIA DADAISTA

« Prendete un giornale. Prendete le forbici. Scegliete nel giornale un articolo della lunghezza che desiderate per la vostra poesia. Ritagliate l'articolo. Ritagliate poi accuratamente ognuna delle parole che compongono l'articolo e mettetele in un sacco. Agitate delicatamente. Tirate poi fuori un ritaglio dopo l'altro disponendoli nell'ordine in cui sono usciti dal sacco. Copiate scrupolosamente. La poesia vi somiglierà. Ed eccovi divenuto uno scrittore infinitamente originale e di squisita sensibilità, benché incompresa dal volgo. »

(Tristan Tzara, Per fare una poesia dadaista)

 

Questi giorni romani appena trascorsi potrebbero essere presi come spunto per una nuova opera dadaista.

Ritagliando alcuni episodi di questi due giorni,

mettendoli in una telecamera immaginaria,

mescolandoli delicatamente e proiettandoli casualmente come un film ,

potrebbero dare origine ad una pellicola originale e carica di sensazioni.

Lo rivedrei, lo rivivrei.

O forse la cosa più giusta sarebbe utilizzare un registratore,

non una telecamera,

e questi giorni li riascolterei.

 

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categoria : citazioni, pensieri, viaggi, dadaismo, io , tu , tristan tzara

postato da rebowsky alle ore 09:49
giovedì, 15 maggio 2008

ON THE FLOOR

(continuo)

Siamo saliti a piedi nella nostra camera,

come due ladri o come due bambini eccitati in un sogno,

sul tappeto spesso steso sopra i gradini.

 

Superata la soglia mi sono avvicinato a te, nella penombra della stanza.

Poca luce filtrava attraverso le finestre.

Ci siamo guardati da mezzo metro con le labbra socchiuse.

Attrazione e diffidenza.

Gelosia e incertezze.

Dolce e amaro che si mescolavano nei nostri occhi.

 

È questo il momento più terrificante di ogni incontro d’amore.

Che duri una sola notte oppure anni, l’inizio è sempre spaventoso.

Il momento in cui tutto può accadere, in cui si sta per abbandonarsi,

per scoprire qualcosa – tutto – l’uno dell’altra.

Ma ancora non si sa niente.

Affrontare la possibilità del piacere, o peggio,

della disillusione.

 

Un passo ed eri di fronte a me.

 

Ci siamo avvicinati come un uomo e una donna,

non come due adolescenti innamorati.

Ti ho preso intorno ai polsi e ti ho premuto contro il muro.

Avevo voglia di te

ed il tuo sguardo, il tuo respiro

me l’attizzavano come ossigeno il fuoco.

 

Ti stringevo,

e mi sembrava che la forza del contatto potesse risolvere tutte le tensioni diverse che avevamo dentro.

Siamo scivolati sul pavimento, e ti ho infilato una mano sotto alla gonna.

Sono salito tra le tue cosce con dita irriverenti.

 

Ti sbottonavo i vestiti e ti baciavo.

Ti baciavo dietro il collo, le orecchie, la bocca con foga.

Sentivo il tuo profumo, l’odore buono della tua pelle.

Mi inebriavo di te.

Ti abbandonavi all’indietro, non facevi nulla per resistere.

 

Ti guardavo gli occhi, le labbra dischiuse dalla bella forma,

il seno florido, gli avambracci, la pancia, l’ombelico

e le cosce lunghe e liscie e piene che si aprivano.

 

Sentivo la consistenza della tua persona,

sentivo la tua intima natura femminile,

la sentivo da dentro e da fuori.

E più ti sentivo, più le sensazioni si mescolavano ai pensieri.

 

Prendimi, prendimi, prendi i miei doni e il mio corpo

E le mie urla e le mie gioie e le mie rese e i miei cedimenti

E il mio terrore e il mio abbandono.

Prendi tutto quello che vuoi.

 

Mi sembrava di nuotare con forza morbida nella densità del tuo corpo e delle tue emozioni.

Mi sembrava di essere spinto e risucchiato dalla stessa tua identica onda che saliva e scendeva,

e mi trasportava con te.

 

Poi ho sentito che l’onda saliva ancora e ancorsa

e si rompeva in un verso più alto e lungo

Ed io, e tu, sempre più travolti e coinvolti.

 

Siamo rotolati, dopo, di lato, tutti e due con il fiato corto.

 

Poi abbiamo riso e ripreso il respiro.

Gioia, appagamento.

Stavamo bene.

Guardavamo il soffitto dal pavimento e ci guardavamo negli occhi

E ci passavamo le mani lungo le braccia

e sui fianchi e trai capelli.

Felici, sereni.

 

Coronamento di un desiderio, realizzazione di un sogno.

Vivevamo la realtà. Ci vivevamo.

E toccavo con mano la meraviglia.

 

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postato da rebowsky alle ore 09:41
mercoledì, 14 maggio 2008

STEP BY STEP

Non e` abbastanza fare dei passi che un giorno ci porteranno ad uno scopo,

ogni passo deve essere lui stesso uno scopo,

nello stesso tempo in cui ci porta avanti.

Johann Wolfgang Goethe 

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postato da rebowsky alle ore 09:06
lunedì, 12 maggio 2008

CRASH

Nella vita di un uomo prima o poi arriva un giorno in cui,

per andare dove deve andare,

se non ci sono porte ne finestre,

gli tocca sfondare la parete

 

Bernard Malamud

 

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postato da rebowsky alle ore 13:54
venerdì, 09 maggio 2008

 SEA, SAND AND SUN ...AND STONES

È stata una strana giornata ieri.

Avevo bisogno di stare da solo, di pensare, di riflettere.

Di godermi quella piacevole scossa che mi ha attraversato la spina dorlsale in mattinata.

 

E la spiaggia è perfetta per passeggiare in solitudine,

 

La spiaggia offre a volte un tesoro nascosto,

qualche pezzo di legno dalla forma bizzarra o

un’intera bottiglia che il mare ha reso opalescente.

 

O semplicemente ti aiuta a guardare dentro te stesso,

per capire chi sei, dove stai andando, cosa vuoi veramente.

 

Ed è questo che spesso faccio quando sono malinconico.

 

È bello trovarsi quasi da soli,

anche se l’acqua intorno é piena di imbarcazioni e di gabbiani.

 

Camminate fino alla fine del molo.

 

I  pescherecci, visti dal molo, così da vicino,

appaiono malinconici e sbiaditi, profondamente rovinati dall’uso.

Le barche da pesca escono in mare ogni giorno, con ogni tempo.

I loro ponti cosparsi di secchi di plastica, nasse, e pile disordinate di reti e gomene,

molte delle quali sono talmente invecchiate fino a diventare di un castano fumo.

 

Gabbiani in cerca di cibo che fanno il loro solito bottino.

Uomini dalla pelle resa scura dal mare stanno lavorando sulle barche

o se ne stanno in piedi in piccoli gruppi a chiacchierare.

 

Ed io solo, con i miei pensieri…

 

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categoria : pensieri, mare, dediche, io

postato da rebowsky alle ore 10:31
giovedì, 08 maggio 2008

SPRING

C'è qualcosa di straordinario nell’aria oggi.

Mi sento felice e, come tempo fa, predisposto alle risa…

Ho trovato una vecchia sensazione che credevo di aver perduto;

tanto lontana e impolverata

da non aver avuto nemmeno il coraggio di toccarla.

Tre puntini e senti il profumo della primavera,

trascorri la giornata con il sorriso sulle labbra,

rincorri un pensiero con la mente,

parli con chi capita, per sentire la vita,

ricevi una gentilezza da chi non ti aspettavi,

rubi il buonumore di chi ride accanto a te,

affronti gli eventi, assapori ogni cosa nell’istante giusto,

respiri un tramonto,

e gusti l’attesa del sapore di un abbraccio del Petit Prince

 

Oggi mi sento cosi.

Meraviglia

 

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