postato da rebowsky alle ore 13:48
martedì, 29 aprile 2008

PUB

La giornata era piovosa.

Noi chiusi dentro a quell pub di Londra che tu conoscevi molto bene.

Fuori il centro della città era deserto,

la nebbia ancora più fredda e densa di quando eravamo entrati.

Abbiamo lasciato scivolare sullo sfondo i problemi,

c’erano altri pensieri che venivano in primo piano,

eravamo troppo vicini e troppo presi dalla nostra vicinanza.

Ci guardavamo negli occhi e non mi sembrava di avere mai parlato così volentieri con qualcuno in vita mia.

Non mi sembrava di avere mai trovato una donna con una testa così spiritosa e libera e intelligente.

Più mi raccontavi di te, e più ti scoprivo vicina a me.

Più mi raccontavi di te più ti volevo vicino a me.

 

E provavo stupore ed ammirazione per la tua vita fuori dai limiti del prevedibile e del sicuro,

per le cose che avevi fatto per conto tuo, per il tuo continuo viaggiare,

il tuo vivere il mondo mentre i tuoi coetanei se ne stavano ancora a casa imbozzolati nelle cure della mamma.

 

Io cercavo di starti alla pari, tirare fuori tutti i lati intensi e divertenti della mia vita,

cercando di essere il meno banale possibile, di girare più lontano dai luoghi comuni.

Non era poi così difficile.

Nessuno di noi due si sforzava di apparire come non era.

Eravamo naturali e concentrati come non capita quasi mai,

attenti a quello che dicevamo e che sentivamo

e ai nostri sguardi e

al suono delle nostre voci,

ai minimi gesti e cambiamenti di espressione.

Non era solo quello che ci dicevamo, ma era anche il modo in cui ci raccontavamo le cose,

come se ti conoscessi da sempre, come se fossimo amici, amanti, fratelli,

non so, davvero non lo so cosa mi stava succedendo e perché accadono queste cose.

Perché accade che due persone che non si sono mai viste prima

possano entrare in un contatto così stretto, intimo, essenziale… direbbe Banana

Complici, aggiungo io.

 

Mi sono avvicinato a te, ti ho stretta in un abbraccio forte.

Tu ti sei dibattuta e ridevi.

Ti ho baciato sulla faccia e sul collo.

Era incredibile.

Era incredibile stare così vicini e stare così bene senza fare nulla di speciale.

Il tuo modo di parlare, la tua voce, così vicina mi facevano venire la pelle d’oca.

Ti guradavo le labbra e gli occhi e la fronte e il naso.

Gurdavo il tuo viso che mi sembrava di conoscere così poco.

 

Ci siamo alzati senza dire altro.

In quel momento avevamo una comunicazione fatta solo di sguardi e respiri.

Abbiamo camminato veloci sull’asfalto, abbracciati, senza dire nulla e mi sembrava di stringere una persona ancora più incredibile di quella che avevo conosciuto fin ora.

E mi piaceva.

E mi piacevi.

Ogni tanto ci giravamo a guardare la luna alle nostre spalle,

tonda, grande e bianca che faceva capolino tra la nebbia.

Mi sembrava luminosa come non l’avevo mai vista.

 

Siamo passati di fronte ad un bell’albergo, ti ho stretto forte e sorridendo ti ho sussurrato all’orecchio “questa notte dormiamo quì” .

Tu hai sorriso, un sorriso complice.

Mi hai guardato negli occhi ed era come se avessi intuito che questa notte ci avrebbe traghettato in un altro mondo, sconosciuto e seducente, fitto di sentieri tortuosi e di passerelle fragili, sospese su burroni di chissà quali indecenze.

 

(continua)

 

 

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categoria : pensieri, viaggi, sogni, per te, passione, desideri, banana yoshimoto, meraviglia, io , tu

postato da rebowsky alle ore 13:44
mercoledì, 23 aprile 2008

LIES

Mentire è sbagliato,

così dicono, continuamente,

fin dalla nascita.

L’onestà è la miglior condotta,

la verità ti rende libero.

Il fatto è che mentire sembra sia una necessità.

 

Ma non importa quanto cerchiamo di ignorarle o di negarle,

alla fine le bugie piano piano affiorano.

Che ci piaccia oppure no...

 

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categoria : pensieri, dolore, delusione

postato da rebowsky alle ore 11:21
martedì, 22 aprile 2008

VIOLONCELLO

 

La musica,

certa musica,

in certi rari momentI

entra dalle orecchie,

invade il cervello,

risuona nel cuore,

vibra sulla pelle

e penetra nell’anima.

 

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categoria : musica, dediche, per te, tu

postato da rebowsky alle ore 09:16
lunedì, 21 aprile 2008

...

Da giorni, da diversi giorni ormai, confusione.

Morsa allo stomaco, senso di nausea, caldo, freddo, notte, giorno.

Mai ho potuto mostrare me stesso.

Mi sono spesso adeguato agli altri.

Per timidezza,

per paura,

per pigrizia,

per quieto vivere,

per non soffrire,

per non fare soffrire.

Ho trascorso parte de la mia vita dilaniato da sensi di colpa assurdi

che sono stati alimentati a dovere,

da responsabilità che non capivo,

da senso del dovere più forte di ogni bisogno ed esigenza personale.

Ho agito sempre persuaso di salvaguardare gli altri che amavo,

ma ho ferito me stesso.

Alzavo argini e mura ogni mattina per difendermi,

la sera mi cercavo tra detriti di parole e gesti che non ho capito nella loro  perfida gratuità,

mi cercavo,

mi raccoglievo,

mi soccorrevo,

mi parlavo dolcemente,

mi ninnavo,

mi dicevo, persuaso, di non meritare tutto ciò.

 

Adesso voglio vivere la mia vita, viverla veramente.


Pensare di soffrire, combattere, esporsi mi faceva paura prima.

Erano come verbi da “cancellare”.
Ma fanno parte del quotidiano, della vita.

E la vita è fatta di gioie e dolori, di fortune e sfortune.

Il cuore deve essere in gioco.

Meglio non soffrire??

Non ci credo più, meglio avere passione.

Sto attraversando una fase di cambiamenti interiori,

e non voglio più tenermi dentro le cose che sento,

voglio dirle alle persone a cui tengo.

Voglio vivere le persone a cui tengo.

A qualunque prezzo.

E’ vero che si rischia di cadere in un burrone ma anche di trovare delle correnti ascensionali che ti portano in cielo come i deltaplani.

Vale sempre la pena di giocare,

di provarci per non avere rimpianti,

per sentire dentro di sé correre le emozioni.
C’è il pericolo di soffrire?

Certo che si,

ma penso che ne valga la pena di rischiare per qualcuno…

 

Ora procedo cercando di accertare l'incerto.

Fragili  difese mi sorreggono,

il tuo ascoltarmi, anche se non parli…

 

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categoria : pensieri, io

postato da rebowsky alle ore 11:37
mercoledì, 16 aprile 2008

FUTON

"I sogni, sappiamo, sono davvero strani:

qualcosa magari ci appare straordinariamente chiara,

minuziosa come la cesellatura di un orafo,

su altre cose invece si passa sopra senza notarle neppure

come ad esempio lo spazio ed il tempo.

Credo che i sogni nascano non dalla ragione,

ma dal desiderio,

non dalla testa,

ma dal cuore,

anche se la mia ragione in sogno si è esibita,

qualche volta,

in ingegnosi voli non da poco."

Fëdor MikhailoviÄŤ Dostoevskij

 

Quanti sogni ho fatto ultimamente.

Quanto è grande il desiderio che mi accompagna in queste notti.

Quanti i battiti di questo pazzo cuore che pulsa frenetico.

…uno non può essere quieto quando sente

 

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categoria : pensieri, sogni, per te, desideri, tu

postato da rebowsky alle ore 12:01
martedì, 15 aprile 2008

DELUSION

Confusione, sbigottimento.

A volte pensi di conoscere le persone, ti costruisci un’idea,

ti fai un’opinione,

ma arrivati ad un certo punto ti risvegli

e ti rendi conto che in fin dei conti niente sembra come pensi.

Forse sono riuscito ad aprire gli occhi.

 

In questo momento io mi sento un petalo di un fiore appassito.

Le solide rocche su cui mi ero accoccolato gentilmente

mi hanno fatto precipitare e crollare in un abisso profondo.

 

Sembra ancora che non posso capire dai miei errori,

tutto quello che mi passa si annoda attorno alla mia vita senza lasciar spazio al resto,

è come se un ragno stesse mangiando tutto quello che di buono sta rimanendo dentro la mia anima, ogni giorno la fiducia sembra abbandonarmi.

 

Un foglio bianco e tanti tasti neri mi aiutano ad esprimere queste sensazioni.

A lasciarmi senza fiato e senza rancori.

 

Questa non dovrebbe essere una novità per persone che arrivate ad una certa età

hanno capito che forse è meglio costruirsi un piccolo muro fortificato per attutire la caduta.

 

Ma io non voglio.

 

Voglio fidarmi di chi con sincerità mi mette di fronte ai fatti.

Di chi si apre con me.

 

Il mio “sesto senso” mi dice che ci sono persone con cui si può fare.

 

Lo spero.

 

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categoria : delusione

postato da rebowsky alle ore 18:08
domenica, 13 aprile 2008

SHADOW

Nell’ombra esplode la TUA immagine nel più oscuro buio.
Piccoli pezzi di me salgono dal basso profondo,
vorticano impazziti, si contorcono, si intrecciano
Sfiorandosi creano effimeri bagliori.

La TUA immagine mi ha trafitto anima e corpo
Il petto si contorce,
è una fitta,
adrenalina in eccesso,
palpitazioni.

Il corpo non controlla il cuore che batte frenetico
È il tamburo che ritma la folle danza.

Ti desidero, ti voglio.
Ti sento.

È tutto vero, reale
Inconsistente e così concreto
Non posso toccarlo ma inonda la pelle.

Rimango in balia di me stesso
Affascinato e immobile.
Palcoscenico e spettatore.

Tutto è stupendo,
TU sei stupenda,
una Meraviglia.

E’ un sogno che non vorrei terminasse mai.

TU riesci a scalfire
la mia maschera.

La TUA immagine grava sulla coscienza.
Immagini indelebili,
ecco ciò che adesso
permane di TE nella mia testa.
Immagini incastonate in istanti che non lasciano la mia mente.

Meraviglia

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categoria : pensieri, sogni, dediche, passione, desideri, sensualitĂ , tu

postato da rebowsky alle ore 13:56
venerdì, 11 aprile 2008

CARUGGI

Genova é.

Noi abitudinari, con I nostril punti Fermi, un po’ chiusi, un po’ introversi, un po’ diffidenti. Non ci apriamo subito con chi non conosciamo. Guardiamo a volte con sospetto chi arriva in mezzo a noi. E non perché temiamo qualcosa, ma forse perché amiamo le nostre certezze e tutto ciò che non conosciamo, almeno un po’, almeno all’inizio, ci intimidisce. E rispettiamo gli spazi degli altri, non amiamo entrare a forza.

 

Genova é.

Piazza delle Erbe ed i caruggi. Che non sono piccoli, stretti ed umidi. Ma vivi, che hanno una storia della città tra le pietre, che riportano il profumodelle antiche trattorie e del pesto fresco. Che ci regalano un po’ di respiro nelle calde sere estive e che ci riparano dal vento in inverno. Luogo non stabilito di ritrovo di tutti.

 

Genova é.

La Corsica vista nelle giornate più limpide.

 

Genova è.

La Lanterna, insignificante agli occhi distratti dello straniero, splendida ed imponente ai nostri, che sempre la cercano quando guardano il porto.

 

Genova é.

I suoi fortini, le passeggiate sui monti, le sagre dell’entroterra, le fave ed il salame di Sant’Olcese.

 

Genova è.

La focaccia calda, profumata, mangiata alle 4 del mattino dopo una notte fuori, oppure all’intervallo a scuola, o sugli scogli quando la scuola, invece, decidi di saltarla. A casa a colazione il sabato mattina nel caffè-latte, o quella con le cipolle a pranzo, magari in spiaggia d’estate e solo i milanesi dicono sia pesante.

 

Genova é.

Il Righi di sera, dentro la macchina, a cercare un po’ di intimità.

 

Genova é.

Troppo stretta per le nostre ambizioni, troppo antica, siamo contenti di poter andar via appena possibile, ma già al di là dei Giovi ci sentiamo smarriti, come se ci avessero tolto di notte, all’improvviso, la nostra calda e sicura coperta, ci manca il mare, ci manca la sua riservatezza e non vediamo l’ora di poter tornare.

 

Genova é.

Il dialetto che ormai in pochissimi parlano. Ma che quasi tutti capiscono.

 

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categoria : genova

postato da rebowsky alle ore 17:21
mercoledì, 09 aprile 2008

NO SWIMMING, IT'S RAINY DAY

…please

 

 

Oggi, nonostante il tempo incerto ho l’animo felice.

Una chiaccherata fatta ieri mi ha ridato ossigeno.

Il tempo si è consumato sotto i miei occhi senza che me ne rendessi conto.

Avrei voluto che quegli istanti durassero all’infinito.

Una giornata apparentemente priva di colore e complicata

si è trasformata in una serata serena.

 

E adesso mi accompagnano insistentemente le note di una bellissima canzone

di Katie Melua.

E se penso al titolo un sorriso sornione prende forma sul mio viso…

Una meraviglia…

 

Oggi piove.

E io amo la pioggia.

Sarà un caso?

 

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postato da rebowsky alle ore 14:21
mercoledì, 09 aprile 2008

RAIN

La pioggia primaverile lascia riflettere...
I giorni hanno un profumo d’estate ma camminano da inverno
E così cade la pioggia, cade senza distinzioni,
non guarda in faccia a nessuno.
Siamo tutti uguali davanti alla pioggia.
Piove sul bambino e sul vecchio
Piove sul barbone e sull'avvocato
Piove sui grandi centri commerciali e sul fruttivendolo
Piove sul bianco e sul nero.
E tutti guardano la pioggia.

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categoria : pensieri, pioggia

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